RULER OF EVERYTHING (parte 3): IL CONFRONTO CON IL TEMPO

In questa terza parte proseguiamo il discorso di settimana scorsa: il Tempo rinfaccerà a Juno le sue menzogne e insicurezze. Per iniziare, gli dice “Pratichi il tuo manierismo fino all’estremo”, per indicare come cerca di essere più convenzionale e accettato di quanto sia, mentendo a se stesso e agli altri per raggiungere quell’obiettivo. Juno però, cerca di difendersi dicendo “Se questo specchio fosse più chiaro, sarei a un picco massimo”.

Questa frase, leggermente più vaga, è il modo che usa Juno per giustificarsi, dicendo “Non sono io il problema, ma lo è chi mi guarda”. A questo punto, il Tempo continua a confermare che Juno si costruisce un castello di menzogne e superstizioni, dicendo “Ti ho visto sbavare su dei quadrifogli, sul fianco della collina”. Qui, Juno continua a rappresentare l’umanità, dato che si basa su superstizioni per arrivare al suo obiettivo, come ha fatto spesso l’uomo nella storia. Juno, però, cerca ancora di giustificarsi, dicendo “Stavo osservando gli uccelli”, e quindi non poteva star raccogliendo i quadrifogli. Ovviamente, anche questa è una bugia, al cui il tempo risponde dicendo “Accerchiando, pronti per l’uccisione”, come per dire che, gli unici uccelli che poteva star osservando sono gli avvoltoi che si nutriranno di lui, alla sua disfatta. Forse, ma questa teoria è un po’ azzardata, il testo potrebbe star rendendo implicito che, una volta finita l’umanità, sarà il regno animale a riprendersi il pianeta, usando anche i vantaggi che l’uomo lascierà, dato che, sembra che gli “avvoltoi” aspettino ansiosamente la fine di Juno. Il Tempo, a questo punto, fa arrivare Juno alla ragione, dicendo “Ti ho vissuto, ti conosco, la tua facciata è una truffa”, finalmente facendo capire a Juno che la sua vita si basa sulle menzogne che racconta a se stesso, stessa cosa che hanno fatto molti popoli nella storia (basti banalmente pensare alla propaganda del ventennio). Juno, finalmente, si rassegna alla verità dicendo “Sai? Mi stai facendo piangere, questo è come sono davvero. Ho vissuto una bugia, uno schema metamorfico”, per dire che, ha capito chi è davvero, e che le sue bugie sono servite sono alla “Metamorfosi”, che, simbolicamente, potrebbe indicare l’evoluzione dell’umanità. Poi, il Tempo dice la frase molto criptica “Detctive Undercover, Brotherhood, Objective Obscene”, che probabilmente indica come la missione del Tempo sia quella di svelare a Juno le sue “Oscenità”. Ma, questa interpretazione non va data per certa. E con questo, si conclude il “litigio”, tra Juno e il Tempo, ma la canzone non è finita. Nella prossima e ultima parte vedremo come il tempo vorrà parlare un’ultima volta con Juno, spiegandogli gli ultimi concetti fondamentali di questo brano…



No Comments