RULER OF EVERYTHING (parte 2): L’IDENTITA’ DI JUNO

Come introdotto nell’ultima parte, uscita settimana scorsa, oggi il testo proseguirà fino a farci scoprire chi sia il “Juno”, che all’inizio del brano spara al tempo. Ma prima di arrivare a quel punto, il brano ci rende particolarmente chiaro che nel parlare con il tempo, “Juno” è molto insicuro e cerca in tutti i modi di farsi accettare e di sembrare migliore di quello che è. Infatti, il prossimo verso è pieno di frasi in cui “Juno” cerca proprio di apparire migliore. Questa frasi sono: “Ti piace come ballo? Ho pantaloni di Zirconia”, “Ti piace come cammino, ti piace come parlo?”, “Ho una buona moglie, ho un lavoro importante”. In tutte queste frasi, “Juno” cerca di arrivare a quello scopo, con mezzi molto superficiali, come il saper ballare, l’avere una buona parlantina e l’essere sposato con una brava moglie. La parte più ironica di queste frasi, è che si vanta di avere “Pantaloni di Zirconia”, ma, la “Zirconia Cubica”, quella a cui il brano si riferisce, è un materiale molto simile ai diamanti, però prodotto artificialmente, e di valore molto inferiore rispetto a quello dell’effettivo diamante, o della zirconia naturale (Inoltre, è usato spesso anche per falsificare il sopracitato minerale).

Proseguendo il testo, a smentire la prima frase di “Juno” è il Tempo, che dice “Abbastanza consequenziali da farti andare in trance”, un modo per dire quanto siano inutili il saper ballare e i pantaloni di zirconia, come vanti. Le due frasi successive sono invece smentite da una terza voce, che non è altro che lo stesso “Juno” una volta aver realizzata l’inutilità delle sue menzogne, e dei suoi vanti. Infatti, prima dice “Ti piace come la mia faccia si disintegra in gesso”, per indicare che la sua maschera, la sua facciata, si sta distruggendo, e poi, per rispondere alla terza frase “Mi critica per essere egocentrico”, per dire che anche la “moglie” si accorge del suo egocentrismo, e non asseconda il suo fingere di essere perfetto.
E ora, è il momento di rivelare chi sia “Juno”: un essere che si vanta, che cerca di convincere di essere il migliore, e che si spinge fino al parlare con la letterale personificazione del Tempo per coprire le sue insicurezze è sicuramente una rappresentazione dell’umanità (lo chiamerò comunque Juno, per comodità). E da qui, la conversazione tra il Tempo e Juno andrà via via degenerando. Nella prossima parte vedremo come questo accadrà, e soprattutto come il Tempo farà riflettere Juno…



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