“Juno was mad, he knew he’s been had, so he shot at the sun with a gun, shot at the sun with a gun, shot at his wily one only friend”, sono le parole con cui si apre Ruler of Everything, una canzone del 2005 scritta dalla band Tally Hall. In questa serie di 4 articoli, che usciranno settimanalmente, analizzerò riga per riga il testo della canzone. Per comodità, tradurrò tutte le frasi in italiano, senza trascrivere la versione in lingua originale. Inoltre, ignorerò sia il videoclip, perchè non lo trovo un elemento importante per il testo (Ma, userò comunque immagini da esso per arricchire l’estetica dell’articolo), sia le tre o quattro frasi che vengono riprodotte al contrario, perchè non si è pienamente sicuri di cosa dicano. Ultima cosa prima di cominciare: queste sono solo teorie, ottenute da analisi personali e da varie ricerche su internet, e niente è stato confermato. Quindi, riprendendo l’inizio…

PRIMA PARTE: JUNO E IL TEMPO

Immagine presa dal video musicale

La traduzione delle righe sopra citate è “Juno era arrabbiato, sapeva di essere stato preso in giro, quindi ha sparato al sole con una pistola, ha sparato al sole con una pistola, ha sparato al suo unico furbo amico”. Questa frase avrà più senso più avanti nell’analisi, ma, ora come ora, ci basta sapere che questo “Juno” ha sparato al suo unico amico, “Il sole”, che rappresenta un essere superiore, cioè la personificazione del tempo che si vedrà d’ora in poi, perchè pensava di essere stato preso in giro da esso. 

La canzone prosegue con “Nel patibolo o nel ghetto, nel paesino o nella prateria. Nei sogni o perfino sopra il sole, ogni fine porta ad un nuovo inizio”. Questa frase è una semplice introduzione alla tematica principale di questo brano: il tempo. Infatti, qui ci viene detto che il tempo agisce ovunque, in qualsiasi situazione, e che, anche se quella situazione dovesse finire, ne incomincerebbe una nuova, dato che, come verrà ribadito più avanti, molte e molte volte, il tempo non finisce quando termina la vita di un essere vivente o la durata di un evento. 

Il verso successivo, che dice “Capisci che, le mani meccaniche, sono le sovrane di tutto. Le sovrane di tutto. Fino alla fine sono io il sovrano di tutto”, si ripete varie volte, ed è una delle parti fondamentali di questo brano. Questa frase è detta da uno dei due protagonisti di questa canzone, cioè, la personificazione del tempo che ho anticipato prima (per chiarirsi, il “Sole” di inizio canzone). Nel corso di questo brano, lo vedremo interagire con un certo “Juno”, ma per ora ci dice che, le “Mani meccaniche”, che sono ovviamente le lancette, regnano su tutto. Infatti, questa canzone, oltre a dirci che il tempo non è destinato a finire, ci dice anche che esso stesso regna sulla vita di tutti. E a pensarci, ha molto senso: la vita si basa molto sul tempo. C’è chi fa fatica a seguire il suo scorrere, e chi cerca di superarlo, ma esso è un elemento fondamentale nelle vite di tutti.

Con questa breve riflessione, si conclude la prima parte. Nel prossimo articolo, Juno, il personaggio citato all’inizio, inizierà ad agire, e si scoprirà chi rappresenta metaforicamente.