RULER OF EVERYTHING (parte 4): “DO YOU HEAR FLIBBITY JIBBITY JIBBER JABBER?”

Come introdotto settimana scorsa, in quest’ultima sentiremo le ultime parole del Tempo, e darò le mie conclusioni personali. Per iniziare, il nome di questa parte dell’articolo riprende la prima frase che dice il Tempo a Juno, durante l’ultimo discorso che gli fa, cioè: “Senti il flibbity jibbity jibber jabber, con un ‘Oh mio Dio, devo andarmene, o avrò un’altra parola da vendere, un’altra storia da raccontare, un altro pezzo di tempo che suona la campana.’”. Questa parte serve a indicare come il modo di pensare umano sia molto confusionario, se lo si vedesse dagli occhi di qualcuno che ragiona in modo totalmente diverso. Il tempo prende in giro la fretta che ha l’uomo nel fare tutto, fretta causata dal suo stesso scorrere. E con “Flibbity Jibbity Jibber Jabber”, cerca di indicare quanto siano insensati e superficiali i discorsi dell’uomo, usando appunto parole senza significato. Poi, Juno chiede al tempo “Senti l’orologio smettere di ticchettare, quando arrivi alla fine?” che è un modo per chiedere “Il tempo si fermerà, quando morirò?”. E, assodato che Juno rappresenti l’umanità, questa domanda rispecchia il classico quesito di “Cosa succederebbe, se terminasse la vita sulla terra?”. E il tempo risponde con “No, sai che dev’essere interminabile, o almeno cerca di comprenderlo. Ma anche quando fingi di comprendere, sembri uno sciocco, anche se sei solo un uomo, quindi smettila e sorridi”, che è il modo in cui il tempo dice “Non smetterò mai, e te non puoi comprenderlo, quindi, sorridi che è meglio”. A questo punto, vengono ripetuti sia questo verso, che il verso sulle “Mani meccaniche”, e da qui arriviamo al verso finale. Esso è recitato da Juno, che dice:

“Senza guardar giù, plano in giro. Volo come un drago maldestro, grattando la mia faccia contro il cielo. Oh no no, oh yeah”. Questo è un riferimento a Icaro, che, arrivato a “Grattare la faccia sul cielo”, ha finito per precipitare. E con questo, ci colleghiamo all’ultimo grande tema di questa canzone: l’uomo non può e non deve sapere tutto. Avevamo già intravisto questa tematica con l’ultima frase detta dal Tempo, ma, in realtà, ci ha accompagnato per tutto questo brano. Abbiamo ricevuto molte regole sul tempo, come “Non finirà mai”, oppure, “Regna su tutto e tutti”, ma mai spiegazioni. Questo perché, l’uomo faticherebbe a capirlo, e, anche se ci riuscisse, userebbe male l’informazione. Per questo il tempo ha pronunciato quell’ultima frase verso Juno; per questo gli ha detto di sorridere e basta. Tutto questo brano serve, non solo a far capire le regole sul tempo menzionate, ma anche a far capire che, se l’umanità si trovasse davanti al tempo, si vanterebbe dei suoi pantaloni, al posto di cogliere l’occasione. Ci fa capire che l’uomo non è pronto a scoprire tutti i misteri dell’universo, e che, se li capisse, finirebbe per usarli contro di sé. Ci fa capire che il potere che ha l’uomo non è niente rispetto al potere delle forze naturali, come il tempo. Ed è per questo che mi ha colpito così tanto: questo brano apre domande a cui nessuno sa rispondere, ed è quello il bello. Questo brano ci dice che non ci dobbiamo atteggiare troppo, perché, noi siamo la minima parte dell’universo.
Per concludere, vorrei ripetere che questa interpretazione non è mai stata confermata dai Tally Hally e queste sono solo speculazioni sul significato del testo. Quindi, spero abbiate apprezzato quest’analisi, così come il brano.




No Comments