THE LONELY HEARTS KILLERS

Raymond Fernandez, nato alle Hawaii da genitori spagnoli. In seguito al suo matrimonio, abbandonò la moglie e i figli per cercare un’occupazione stabile in America. Purtroppo non poteva sapere che, durante il viaggio sulla nave, sarebbe stato gravemente ferito al lobo frontale del cranio, responsabile dell’apprendimento e del pensiero logico, e ciò avrebbe provocato un danno irreparabile alla sua psiche. Infatti, da uomo calmo e paziente, con una normale vita sociale, diventerà distante e soggetto a rapidi cambiamenti d’umore.
In seguito, a causa di un furto di vestiti non motivato nemmeno da Fernandez stesso, verrà arrestato e incarcerato per un intero anno. In prigione, influenzato da altri detenuti, comincerà a credere al Voodoo e alla Magia Nera.
Martha Jule Seabrooke, nata a Milton, in Florida. Il suo essere in sovrappeso condizionerà la sua vita in modo incisivo: diplomata con il massimo dei voti alla scuola di formazione per diventare infermiera, Martha non troverà un’occupazione proprio a causa del suo fisico, e sarà obbligata a rimediare lavorando come necrofora, trovando un ambiente confortante tra tutti quei cadaveri che non avrebbero mai potuto giudicarla. Fin da piccola, la madre aveva avuto il controllo sulla sua vita: ogni sera Martha doveva raccontare nei dettagli che cosa aveva fatto, come e con chi. Durante la sua adolescenza subì violenze sessuali dal proprio fratello maggiore e, quando provò a comunicare il suo disagio alla madre, questa le attribuì tutta la colpa e la picchiò. Restò incinta due volte, da due uomini diversi, e crebbe una femmina e un maschietto.
Il suo unico desiderio? Essere amata incondizionatamente per la donna che era. Così, scrisse un lonely hearts ad, vale a dire un annuncio pubblico che appariva sui giornali, grazie a cui le persone interessate avrebbero potuto contattarla. Rispose Raymond Fernandez.
Cominciò la vicenda della loro storia d’amore, un amore così devoto che Martha abbandonò i figli alla Salvation Army, un’associazione protestante cristiana, per potersi dedicare completamente e solamente a lui.
Occorre chiarire, però, che Fernandez, una volta scarcerato, era convinto di riuscire ad esercitare un’attrazione immensa e irresistibile sulle donne grazie alla sua conoscenza e utilizzo del Voodoo e della Magia Nera. Da tempo infatti aveva preso a contattare donne sole che desideravano essere amate, facendo sì che queste si fidassero di lui, per poi truffarle: si faceva inviare alcuni loro beni personali come orecchini, vestiti o addirittura capelli, per esercitare su questi la sua magia e, successivamente, convincerle a donargli oggetti di valore sempre più alto, addirittura le proprie abitazioni. Le donne, umiliate, non hanno mai avuto il coraggio di denunciarlo alla polizia.
Non è ben chiaro come questa bizzarra storia d’amore sia degenerata in modo così rapido.
Martha fingeva di essere la sorella di Fernandez per far sì che le vittime non provassero timore e si sentissero a proprio agio grazie alla presenza di un’altra donna. Tuttavia, era estremamente gelosa, tanto da seguire Raymond nei momenti in cui era in compagnia delle malcapitate per assicurarsi che non la tradisse e, quando accadeva, diventava violenta sia nei confronti dell’uomo, sia delle altre donne.
Gli unici tre omicidi per cui furono condannati avvennero tutti nell’anno 1949.
Il primo caso di cui vennero raccolte le prove fu quello di Janet Fay. Divenuta fidanzata di Fernandez, fu ospite di quest’ultimo nel suo appartamento a Long Island. Scoppiato un litigio tra Martha e Janet, Raymond insistette perché la “sorella” zittisse la donna, non gli importava come, ma doveva calmarla. Martha allora prese un martello e colpì violentemente il cranio di Janet. Dalla sua testimonianza però, non appare questo dettaglio: nella mente di Martha era vivido il ricordo del litigio e, subito dopo, del sangue che sgorgava profusamente dalla testa della povera Janet. Sembra infatti che Martha fosse in una specie di trance, tanto che per riprendersi dovette essere ripetutamente scossa dal suo amante.
Bruciarono il corpo qualche giorno più tardi.
Le ultime due vittime furono Delphine Downing e la figlioletta.
Delphine conobbe Raymond attraverso un lonely hearts ad, come tutte le sue altre vittime. A causa di un litigio tra Fernandez e la donna, Martha sentì la rabbia ribollirle dentro, in quanto desiderava a tutti i costi difendere l’uomo dalle accuse di frode e inganno che Delphine muoveva contro di lui. Così, la convinse a prendere alcuni sonniferi. Mentre le pillole facevano effetto, la bambina piangeva, spaventata e agitata. Per calmarla, Martha la strangolò fino a farle perdere i sensi, senza però ucciderla. Tuttavia, aveva lasciato degli evidenti lividi sul corpo della piccola. Raymond notò innervosendosi che se la madre si fosse svegliata e avesse trovato la figlia in quello stato, avrebbe chiamato la polizia. Allora prese una pistola, la puntò alla testa di Delphine e premette il grilletto. La morte fu istantanea. Misero il corpo in una buca scavata nel seminterrato della casa.
La bambina per i giorni seguenti continuò a piangere, rifiutandosi di mangiare. I due arrivarono alla conclusione che avrebbero dovuto ucciderla: Martha, con un groppo in gola, riempì un catino d’acqua e affogò la bambina. Il suo piccolo corpo fu sepolto vicino a quello della madre.
La sera stessa i due innamorati andarono a vedere un film.
Il giorno seguente, mentre facevano i bagagli, qualcuno bussò alla porta. I vicini, che sospettavano per la scomparsa della madre e della figlia, avevano chiamato la polizia.
Fernandez confessò quasi immediatamente anche la morte di altre diciassette donne, del cui omicidio, però, non si ebbe nessuna prova.
Mentre i due erano incarcerati, la stampa non aveva un momento di calma. Le persone erano estremamente curiose dei fatti, una folla immensa si presentò anche al processo. Erano interessati soprattutto alla vicenda di Martha, tanto che in un articolo si era arrivati a discutere a proposito del suo peso. A causa di tutto questo Martha, umiliata, scriverà delle lettere con rabbia, sostenendo che, nonostante tutte le azioni disumane che aveva compiuto, era ancora una persona con dei sentimenti.
La condanna fu la pena di morte: entrambi terminarono la propria vita l’8 marzo 1951.
Francesca Modena




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