“Di più è una gioia, di meno è una noia”

Iris Apfel ha festeggiato i suoi 102 anni e mezzo a pochi giorni dalla sua morte, che ha messo fine ad una vita colorata ed eccentrica.

L’imprenditrice e modella statunitense, nata come Iris Barrel nel 1921 a New York, cresce in una famiglia ebrea medio borghese. Sua madre possiede una botique di tessuti che presto diventa il mondo di Iris.

Dopo essersi laureata in storia inizia a lavorare nel campo del giornalismo, all’interno di Women’s Wear Daily, partendo dal gradino più basso: l’addetta alle stampe. Di sicuro la combinazione tra la passione della madre e questa esperienza lavorativa formeranno la donna come persona e come stilista.

Nel 1948 sposa Carl Apfel, con cui cuce un legame tanto profondo da affermare di esserne ancora innamorata dopo la sua morte. Insieme fondano la Old Wild Weavers, industria tessile specializzata nella rappresentazione di tessuti esteri. I due hanno una particolare devozione ai tessuti italiani ed europei in generale. Il mercato comincia ad affezionarsi alla coppia, soprattutto a lei, che verrà addirittura scelta per riarredare la Casa Bianca.

“Non ho regole, le infrango soltanto. Non c’è niente di intellettuale nel mio lavoro, è tutta pancia. Vedo una cosa e penso: oh, si addice a questo”.

Casa Apfel rispecchia a pieno la personalità vivace e spensierata di Iris, come anche i suoi vestiti. Ama i colori puri: il rosso, il verde smeraldo e il giallo acceso non mancano mai nei suoi outfit pieni e adornati da enormi gioielli. Ma non dimentichiamo gli iconici occhialoni da vista e il rossetto rosso.

Non mi sono mai sentita bella. Non mi piace il bello, quindi non ci sono stata male

leganza non coincide con la perfezione, ma con l’autenticità. I suoi grandi occhiali tondi e le collane vistose non erano solo accessori, ma simboli di indipendenza. In fondo, la sua vera eredità non è fatta di abiti o gioielli, ma di atteggiamento: vivere conn colore, ironia e coraggio, a qualsiasi età.

Dopo 42 anni di attività, nel 1992 la Old World Weavers chiude definitivamente. Per Iris Apfel non è però un vero addio al lavoro: semplicemente cambia strada. Se prima si occupava di tessuti e arredamento, da quel momento in poi il suo stile personale diventa il centro di tutto. Essere sé stessa, con i suoi abiti colorati e i suoi accessori esagerati, si trasforma quasi in una professione a tempo pieno.

La svolta arriva nel 2005, quando il Metropolitan Museum of Art di New York le dedica una mostra intitolata Rara Avis: The Irreverent Iris Apfel. L’esposizione presenta molti dei suoi outfit più originali e racconta il suo modo unico di intendere la moda. Da quel momento Iris non è più solo una signora con uno stile particolare: diventa un’icona internazionale, amata da stilisti, fotografi e creativi.

Con il passare degli anni, invece di rallentare, continua a mostrarsi curiosa e piena di energia. Vive la terza età con entusiasmo, come se ogni giorno fosse un nuovo debutto. Nella sua casa conserva abiti e gioielli ovunque, spesso appesi in alto per averli sempre sotto gli occhi e scegliere con libertà cosa indossare. Per lei vestirsi non è mai stato seguire le regole, ma esprimere la propria personalità.

Nel 2015 affronta un momento molto doloroso: perde il marito e compagno di una vita, Carl Apfel. Nonostante il lutto, continua a lavorare e a farsi vedere in pubblico, trasformando anche la fragilità in forza. Negli anni successivi collabora con marchi importanti come Coach e Citroen, realizza una linea di make-up con MAC Cosmetics e crea collezioni di gioielli ispirate al suo stile inconfondibile.

A 96 anni firma un contratto con l’agenzia IMG Models, diventando la modella più anziana mai ingaggiata dall’agenzia. Un traguardo che conferma ciò che Iris ha sempre dimostrato: lo stile non ha età, e la personalità conta molto più dei numeri sulla carta d’identità. Negli ultimi anni della sua vita, Iris Apfel ha continuato a dimostrare che la creatività non conosce limiti d’età. Non si è mai lasciata definire da essa, ma solo dalla curiosità e dalla voglia di sperimentare. Ogni intervista, ogni apparizione pubblica, ogni collaborazione era un’occasione per ribadire un messaggio semplice: vestirsi è un atto di libertà. Non bisogna piacere a tutti, ma riconoscersi allo specchio.Il suo esempio ha ispirato generazioni diverse, dai giovani designer agli adulti che pensavano fosse “troppo tardi” per osare. Iris ci ha mostrato che l’età non è rilevante quando c’è alla base la passione.