Edgar Allan Poe è considerato il padre dei generi giallo e horror gotico-moderno, con alcuni classici tra cui “Il gatto nero” e la poesia “Il corvo”.

Uno sguardo generale sull’opera

Il libro è una raccolta di racconti, un’antologia di horror misto a giallo in una sinfonia di mistero, follia e ambienti tipici del gusto gotico di metà 1800 che parlano dell’uomo e della sua psiche, di come questa possa influire sulla vita e le decisioni, ma anche sulla nostra salute e sulle nostre paranoie, sui nostri pensieri intrusivo-ossessivi e sugli atteggiamenti che abbiamo verso il prossimo.

“I racconti del mistero e del terrore”, Edgar Allan Poe, Crescere editore.

“Il cuore rivelatore”, il ritratto di paranoia e senso di colpa.

“È vero! Sono nervoso – così terribilmente nervoso io fui, e sono, ma perché mai dite ch’io sia pazzo?” Così si apre il racconto “Il cuore rivelatore”, racconto del Gennaio 1843, nel quale un uomo parla in prima persona del suo omicidio verso un’anziano del quale si prende cura a causa del suo occhio definito di “Avvoltoio” e ne occulta il cadavere. Il racconto è un crescendo di paranoia ed ossessione costante con elementi come la menzione dell’occhio del vecchio, della frequente contrapposizione tra “saggio” e “pazzo” ed in seguito all’occultamento. Il battito del cuore del vecchio, che porta il protagonista-narratore ad aggredire verbalmente i poliziotti che investigano sulla scena ed a confessare il reato, dimostra la paranoia dell’uomo scaturita dall’occhio del vecchio che lo conduce al crimine. Il racconto crea quindi una scena immersiva e quasi affannata, generando nel lettore disagio e inquietudine.